Elyssa Vulpes is a likeable performer, and her singing voice has a beautiful clarity to it ”

Niki Boyle- The Scotsman

Vulpes’ bitter-sweet songs, delivered with simple clarity of self-accompanied guitar which shows off her own vocal talents to charming effect. ”

Thom Dibdin- All Edinburgh Theatre

Hell is Where the Heart is by Elyssa Vulpes and The Bêtes Noires @ Edinburgh Fringe Festival 2014 from "The Scotsman"

Hell is Where the Heart is by Elyssa Vulpes and The Bêtes Noires @ Edinburgh Fringe Festival 2014 from "The Scotsman"

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The Moon Whispers, alias Elyssa
Scritto da Maurizia Vaglio
Sabato 15 Gennaio 2011 12:36
 
Dietro il nome “The Moon whispers” ed i testi tutti in inglese, si cela un’ispirata, eclettica artista italiana
emergente, Elisa Di Napoli, che opera anche in Italia con lo pseudonimo di Elyssa. Negli scorsi mesi è
uscito “Pearl of Blood”, lavoro che, ad un ascolto anche non approfondito, si percepisce come una sorta
di parentesi creativa. Il disco rappresenta un momento di profonda introspezione, presumibilmente dovuto
ad un particolareperiodo esistenziale dell’autrice ed interprete, la cui atmosfera volutamente cupa, crepuscolare,
è evidente sin dal packaging, peraltro molto curato e gradevole.

Potrebbe parere una raccolta d’ispirazione dark, o gotica, se non fosse che poi all’ascolto le sonorità,
volutamente tenute su un registro che va dall’acusticoad alcune sonorità del folk anglosassone,
senz’alcuna concessione al rock, smentiscono quest’impressione.
Si tratta di una raccolta di riflessioni malinconiche sulla vita e sui rapporti umani e sentimentali. Uno stile po’
“Sturm und Drang”: passionale, melanconico, romantico. S’inizia con “All along the shadows”, ode ad un
amore impossibile, intrisa di rimpianto, con un tocco di speranza per il futuro.

“The Prophecy” racconta di un’unione quasi mistica, predestinata, in una melodia sostenuta da un violoncello
profondo e toccante. Un altro amore perduto, ma cantato nei toni di una velata sensualità è il soggetto di “Do it again Sam”,
una ballata che richiama alla mente atmosfere dell’antica Inghilterra. Come suggerisce il titolo, “Not you”
racconta invece di un amore rifiutato, poichè non proveniente dalla persona giusta. Si torna sulle corde
dell’introspezione con “Break up”, nella quale l’autrice sembra parlare con sè stessa in terza persona.
“Tristan and Isolde” è in qualche modo un’autocritica velata di autoironia, nella quale l’artista si definisce
“forse troppo romantica per questo mondo”.

Se in “Why” s’interroga sulle ragioni per cui un rapporto d’amore sembra portare più dolore che gioia,
in “Goodbye Angel” i toni si fanno struggenti nel ricordo diun amico morto in solitudine.
Un altro equivoco d’amore e conseguente rifiuto è il soggetto di “The Unwanted”
che si snoda in un profluvio di violini, mentre è peculiare l’atmosfera di “Jessie’s Song”, nella quale è
descritto un rapporto tanto etereo che pare suggerire il far l’amore con un’assenza. “When I’m gone”
è passionale quanto venato di risentimento, forte e vendicativo. Un rapporto soffocante è il soggetto di
“You’re driving me crazy”, ed il brano che dà il titolo all’album, “Pearl of Blood” descrive un rapporto
d’amicizia contrastato ed incerto con una donna che è però forse anche una rivale.

Contrasti anche in “Marriage”, che, su un tappeto musicale un po' più “latino” e davvero affascinante, parla dell’ambivalenza
di un amore che vuole però sfuggire l’eccessiva, forse invasiva vicinanza che spesso l’unione matrimoniale
porta con sè. Chiude il lavoro “Blue Sapphire” piccola poesia notturna d’amore e di desiderio. Nel complesso
lo definirei un lavoro molto “femminile”, poichè scava nel profondo di sentimenti che ogni donna nel corso
della propria “educazione sentimentale” avrà provato e vissuto. Cantato con voce suadente e di particolare
dolcezza, sarà fonte di riflessione per le ascoltatrici, forse di maggior conoscenza “dell’altra parte del cielo”
per gli ascoltatori uomini. Comunque di gradevole ascolto per tutti.
 
 
biella elyssa vincitori artisti emergenti
Terza Classificata al Festival di Biella

Si è conclusa il 23 ottobre al Teatro Villani di Biella la dodicesima edizione del Biella
Festival, dedicato alla produzione musicale indipendente.

Questi i vincitori: Francesca Pignatelli con “Viaggio Astrale” prima classificata;
Icio Caravita con “Solo a pensare”, secondo classificato; Elyssa con Tutto intorno
in ombra, terza classificata. La targa Siae in onore di Sergio Endrigo è andata a
Chiara Ragnini.

La giuria era composta da Maurizia Vaglio (Presidente della Giuria e Presidente
dell’Associazione Artistica AvviVerdi organizzatrice dell’evento), Ivan Puleo
(giornalista e promoter), Federico Montagner (Vice Direttore Sede Siae di Torino),
Gigi Sabarino (Direttore Artistico della Scuola Musicale Sonoria), Riccardo Ruggeri
(Leader musicale dei Lomè).

Ai tradizionali premi si è aggiunto quest’anno il Premio Giovani attribuito a Stefano
Marelli con “Lento lento”; la giuria era composta da una decina di ragazzi, allievi della
scuola di Musica “Sonoria” e appartenenti alla sezione che si occupa di musica
contemporanea e specificatamente cantautorale. Nel pomeriggio, presso il Ricetto di
Candelo, si è tenuto il tradizionale incontro con la Siae che quest’anno era incentrato
sul tema “Musica: chi la diffonde e chi ne fruisce. Normative, problematiche e criticità”.

Erano presenti: Giorgio Pezzana, giornalista e Direttore Artistico del Biella Festival ;
Federico Montagner, Vice Direttore della Sede Siae di Torino nonché musicista;
Massimo Tempia, musicista, direttore artistico Biella Jazz Club; Gigi Sabarino,
Fondatore e responsabile della Scuola di Musica “Sonoria”; Riccardo Ruggeri,
leader dei Lomè e direttore artistico della Scuola di Musica “Sonoria”.

Grindie award

Elisa Di Napoli returns with another beautiful record.pearl of blood review
The electronics and gothic themes are gone this time,
in their stead is a stripped down acoustic affair with a
very European feel. Beautiful instruments such as cello,
viola and piano underpin the most important instrument
of all- Elisa's voice. She has a strong and beautiful voice,
echoing Loreena McKennit or PJ Harvey, but on this
release she is fully channelling Edith Piaf, complete with
plaintive feel, or something a bit Celtic. While Elisa is
Italian and not French, she has also lived in Ireland,
Scotland, England and NZ (although perhaps for much
longer with her sights set on Europe), and all influences
are woven together in these beautifully told tales. Slightly
melancholic but never depressing- more charming, beguiling,
and slightly teary. Co-produced with Phil Riley and mastered
by Neil Maddever at Sounds Studios in Wellington, it's rich,
folky story-telling with a gothic edge. Moody and Magical -
  Ania Glowacz, NZ Musician


Pearl review indie



The Moon Whispers' doom-folk, contemporary blend of vocals stir up haunting and romantic images.
In tracks such as "All Along the Shadows" and "Break Up", we're forced to look inside the darkness of
our own souls. There's a lot to choose from on this massive 15-song "Pearl of Blood", including the
contemplative and almost brooding title track. All in all, a mellow batch of heartfelt songs as deep as
they are dark.

Reviewed by A&R


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